A buon scrittor, poche parole: la forma mentis del comunicare.

La lingua cattiva non è solo cattiva e dannosa: è anche poco efficace; è fraudolenta. Parlare male significa non farsi capire; e chi non capisce non si fida. Pensa che ci sia l’inganno sotto, che sei lì per fregarlo. Perciò un discorso, scritto o parlato che sia, per prima cosa deve essere efficace, centrare l’obiettivo, rendere esattamente il messaggio che si vuole comunicare. Deve essere conciso, andare subito al punto, senza perdersi in noiose premesse o in giri di parole che servono solo per riempire vuoti che, invece, sarebbe meglio riempire di contenuti utili, oppure non riempire affatto. Perché, vedete, è importante fare economia. Economia di parole, ma anche economia di concetti, quando non servono. Dunque, oltre che conciso, un discorso deve essere economico.
E per essere allo stesso tempo economici ma efficaci bisogna che ci siano le parole giuste al posto giusto, e le frasi giuste al posto giusto. Il discorso, quindi, deve essere anche preciso. Ricordatevela la precisione, è importante. Non solo quando si scrive, ma sempre.

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3 pensieri su “A buon scrittor, poche parole: la forma mentis del comunicare.

  1. Sono pienamente d’accordo.
    Sarà per questo che ho tanto odiato scrivere la mia tesi di laurea (in comunicazione!), per la quale premesse e giri di parole sono stati addirittura richiesti. Cosa che trovo assurda, per non dire altro…

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